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sabato 27 luglio 2019

Ristorante Romeo

Il Ristorante Romeo ed i Piatti tipici
Area di sosta camper Abruzzo in Località Cologna Spiaggia di Roseto degli Abruzzi Ristorante Romeo


"Le nostre specialità sono la passione e l’impegno che mettiamo ogni giorno nel nostro lavoro, il tutto alimentato da un forte sentimento per la cucina territoriale e la ricerca dei migliori prodotti locali" 







COSI' RACCONTIAMO LA NOSTRA STORIA ATTRAVERSO I SAPORI 

Abbiamo elencato solo alcuni dei piatti da noi preparati. Nel nostro menù alla carta vi sono tante altre ipotesi per poter gustare la nostra cucina in una accogliente sala con vista giardino.



MACCHERONI ALLA CHITARRA TERAMANA

“ Li maccarûne che li palluttèlle”

 I maccheroni alla chitarra rappresentano un piatto emblematico della cucina abruzzese, naturale derivazione dei maccheroni al “retroncelo”, l’antico attrezzo che nel 1700 era usato per confezionare la pasta con farina di grano duro e chiare d’uovo, condita con solo salsa di carne di maiale, agnello e manzo ed  olio d’oliva. Il retroncelo nel 1800 divenne il “carraturo” , un telaio di legno rettangolare sul quale sono tesi numerosi fili d’acciaio per ricavare dalla sfoglia i cosiddetti maccheroni carrati fatti a mezz’acqua e mezz’uovo con farina di grano tenero. Con il tempo il carraturo si trasformerà in chitarra e dai sottilissimi fili d’acciaio dello stesso telaio che taglieranno le sfoglie della pasta quando vi si scorrerà sopra il matterello, nasceranno nei primi del ‘900 i maccheroni tutt’uovo conditi con salsa di pomodoro e polpettine di carne.



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POLENTA

La polenta nasce con i carbonai che la usavano come pasto quotidiano e la condivano con salsicce sbriciolate. La polenta veniva consumata verso le nove del mattino, dopo che il ‘polentaro’, ossia il carbonaio esperto nel maneggiare mestolo e paiolo, aveva lasciato il lavoro con un certo anticipo per preparare l’antica pietanza. A mezzogiorno mangiavano pane e formaggio ed alla sera, come cena, la polenta rimasta veniva affettata e fritta in padella. La polenta costituisce un piatto tipicamente invernale. La preparazione della polenta è sempre la stessa, gli attrezzi (il paiolo di rame stagnato all’interno, il mestolo) sono gli stessi, ma variano i tipi di condimento. La salsiccia ricorre spesso, anche se il condimento base è quello del ragù all’abruzzese. Vi sono poi condimenti vari, come fagioli, ceci e perfino le vongole usate lungo la fascia costiera. Una specialità tipica è la polenta  di farro fatta con quel tipo di frumento che cresce nelle nostre località montane e che viene sfarrato, per ricavarne farina, in grossi mortai i pietra. Purtroppo la polenta negli ultimi decenni è andata in disuso, sia come piatto semplice, sia come piatto rituale di una civiltà contadina ormai in decadenza tanto da diventare un piatto di rara ricercatezza, un piatto da  amatori ed intenditori.

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 CREPES IN BRODO 

"Scrippelle ‘mbusse"

 La storia vuole che questo piatto sia nato a Teramo nel 1300 durante l’occupazione angioina quando all’accampamento  un giorno, ad ora di pranzo, come di solito il cuoco aveva preparato le crepes per gli ufficiali  ed il brodo per  la fanteria, ma accidentalmente si rovesciò il brodo sulle crepes, e con gran stupore  la combinazione casuale di queste due pietanze fu ben gradita al palato degli ufficiali. Oggi le scrippelle ‘mbusse non sono altro che delle frittelle finissime, velatissime crepes quasi trasparenti che vengono cosparse di buon formaggio pecorino, arrotolate a mo’ di cannelloni, disposte sul piatto e bagnate con il brodo di gallina, quel brodo delicato ma molto sostanzioso.




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 ( DA ORDINARE PREVENTIVAMENTE)



VIRTU'

Nell’arte culinaria teramana c’erano e ci sono ancora piatti per ogni stagione e per ogni mese a base di primizie. Caratteristiche di maggio sono le virtù dove gli aromi più diversi si confondono nei mille sapori dei vari ingredienti.

Le virtù sono un piatto stagionale poiché gli ingredienti utilizzati si trovano soltanto in un determinato periodo dell’anno. In  primavera questa  specialità viene consumata in una specie di rito popolare. La data d’inizio per il consumo delle virtù è diversa, secondo un’antica usanza,variava addirittura in riferimento ai convincimenti politici delle famiglie che usavano preparare il cosiddetto piatto delle primizie di primavera. La data del I maggio, festa dei lavoratori, era riservata a coloro che si schieravano dalla parte laica o socialista, mentre quella del 3 maggio, festa di Santa Croce, era riservata ai consumatori di parte cattolica. Invece oggi il primo maggio nella provincia di Teramo è soprattutto la festa delle virtù, esse venivano anticamente preparate unicamente in casa con minuziosa cura a base di ortaggi freschi e locali, infatti essi provenivano direttamente dai campi della contrada Acquaviva sopra il fiume. Erano piselli, fave e carciofi novelli, spinaci, cicoria, indivia e zucchine, erbe aromatizzanti tra cui non doveva mancare la borraggine e l’aneto. Erano inoltre indispensabili legumi secchi come lenticchie, ceci, fagioli, farro, oltre a prosciutto, pallottoline di carne, pasta secca in diversi formati  e pasta all’uovo fatta in casa e tagliata corta. Sull’origine del nome di questo piatto per molto tempo autorevoli demologi e gastronomi si sono interrogati dando vita a pareri diversi. Secondo alcuni il nome di virtù trarrebbe origine dal fatto di esser state preparate per la prima volta dalle abili mani di alcune giovani donne; secondo altri perché in questo piatto si rifugiano tutte le qualità dell’abilità culinaria; altre tesi sostengono invece che le virtù si chiamano così perché in questo piatto sono raccolte tutte le cose più preziose e pertanto “virtuose” di tutta l’annata, e cioè i resti delle provviste che si mettevano da parte durante la precedente stagione in previsione del lungo inverno, quindi ai legumi secchi si aggiungevano i primissimi prodotti della nuova stagione. Questo piatto anticamente si chiamava “cucina” ed era meno ricco ed elaborato di quanto sono oggi le virtù che vengono preparate sempre come da usanza in grande abbondanza per essere distribuite a parenti e ad amici rinsaldandone il rapporto affettivo.
Le informazioni elaborate da B.Carusi sono state tratte da: Braccili Luigi, Abruzzo in cucina, Pescara 1978.
(PIETANZA PREPARATA SOLO IL PRIMO MAGGIO) 





BACCALA' 

I numerosi marittimi della fascia costiera abruzzese dell’Adriatico imbarcati sui pescherecci d’altura sono i più esperti nella scelta del baccalà e dello stoccafisso, entrambi appartenenti alla famiglia dei merluzzi, spaccato e schiacciato il primo, privo di interiora e lasciato intero il secondo, ambedue messi ad essiccare, dopo la lavorazione avvenuta a bordo subito dopo la pesca. Baccalà e stoccafisso vengono cucinati in molti modi: lesso, fritto, con sugo olive nere ed uvetta passa, alla griglia con peperoni arrosto ecc..



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 (DA ORDINARE PREVENTIVAMENTE)



MEZZE MANICHE GAMBERI E RUCOLA


Mezze maniche con gamberi e rucola, uno dei piatti caratteristici del ristorante Romeo.
Il pesce proposto nel menu varia a seconda della disponibilità stagionale, in quanto viene acquistato direttamente dai pescatori di fiducia del ristorante.


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  • Verdure e aromi, anch'essi freschissimi, provengono dall'orto del ristorante.

  • I dolci proposti sono esclusivamente tipici, come le ricette a base di pasta frolla e marmellate da noi prodotte.





Ristorante Romeo , area di sosta, enoteca whiskyteca
Via degli Orti, 13 - Cologna Spiaggia (TE)
tel. 085-8937142
www.romeoristocamper.blogspot.com 
email: ristoranteromeo@libero.it